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DAL 30.08.-12.09.2010


 



 

Il bus corre fra gallerie e montagne. Il Biasca è partito a metà mattina, destinazione… paradiso? Beh, si spera. In ogni caso, destinazione Zugo, fra poche ore è in programma la partita contro i padroni di casa, e mette una certa suggestione pensare che si va nella tana dell’unica squadra a punteggio pieno. Prima delle partite c’è sempre un po’di tensione, ma siamo anche sereni. Parola di Ivan Burla, uno che a questa squadra garantisce esperienza, uno che nel 2003 giocò nell’Under 21, compagni di squadra tipi come Barnetta, Senderos, Chiumiento, i gemelli Degen, Vonlanthen. Feci tre presenze, contro Marocco, Corea del Sud e Uruguay. Ho uno splendido ricordo di quell’esperienza, è un calcio di altri livelli. Quando ci vediamo nei campi, con quelli che erano con me in quell’avventura ci si saluta ancora volentieri. . Si dirà che un bus, poche ore prima di una partita, con i compagni che parlano e la televisione in sottofondo, non è il luogo ideale per un’intervista. Ma dopo una settimana sempre di corsa, fra lavoro e calcio, e quando poi ci si mette pure il militare (ci sono i corsi di ripetizione, fino a 32 o 35 anni, non ricordo, non amo sparare e la armi in generale, ma vanno fatt), diventa adatto per trovare una mezz’ora da sottrarre alla monotonia del viaggio per parlare. E per strappare il racconto di qualche rituale prepartita. Scaramanzie particolari non ne ho, prima di scendere in campo mi faccio sempre il segno della croce, sono un normale credente e ritengo possa aiutare. Per concentrarmi ascolto il mio Ipod, la musica in quei momenti per me è molto importante. Poi naturalmente ci si aiuta a vicenda con i compagni. A proposito di compagni, uno che è dell’81 ma ha già giocato ben 5 anni in Serie B, cosa può dare ad una squadra giovane? Prima di rispondere, Burla ripercorre velocemente la sua carriera, come velocemente corre il bus del Biasca, mentre l’attesa sale e si comincia a pensare a tattica e marcature. Ho iniziato con dieci anni negli allievi del Bellinzona, poi ho giocato due anni in 2° élite, prima coll’Ascona e poi col Bodio, un anno in Prima Lega con il Biasca, tre stagioni in Challenge League a Bellinzona, due a Locarno e ora è il secondo anno che sono qui a Biasca. Preferisco giocare come punta, però all’occorrenza mi adatto anche sulla fascia. Ecco, e il tuo contributo a questa squadra, quel qualcosa in più che i giocatori, che oltre al talento hanno anche l’esperienza, garantiscono? Spero di poter dare una mano ai compagni per migliorarsi sempre, giorno dopo giorno. Anche loro però quotidianamente aiutano me. Chi può emergere? Non voglio fare nomi, non sarebbe giusto, però posso dire che abbiamo giovani interessanti. Devono avere pazienza ed anche trovare società e allenatori che diano loro le possibilità, come abbiamo trovato con mister Raineri. Quello che apprezzo di più di questa squadra è l’umiltà. È molto importante anche fare gruppo. E Ivan ha un carattere di quelli che in un gruppo fanno sempre comodo, allegro ed anche umile. A dire il vero per parlare di me sarebbe meglio chiedere agli altri, però sono una persona che cerca di vivere la vita in modo normale e che ha dei valori importanti. Penso che la cosa peggiore che possa succedere oggi come oggi nel mondo in cui viviamo sia perdere i propri valori. Ho anche dei difetti, eh! Per esempio, sono disordinato. Un sogno nel cassetto? Non ne ho, ma mi piacerebbe vincere all’Euromilions! Certo, i soldi non sono tutto nella vita, comunque ti danno tranquillità.Anche di fronte ad una grossa vincita, si può star sicuri che Burla resterebbe coi piedi ben piantati in terra e soprattutto non abbandonerebbe il calcio. Per me è adrenalina, passione. Non mi piace quando invece subentra l’antisportività. Come a molti che del pallone non possono fare a meno, il giocatore del Biasca non direbbe certamente di no ad una vita da calciatore a tempo pieno. Sarebbe bello, perché lavorare e giocare contemporaneamente è difficile, ho provato giocando in B a conciliare le due cose, lavorando al 50% ma è dura. Sono in un’azienda di costruzioni, ci occupiamo di riscaldamenti e sanitari, e mi trovo molto bene. Giocando nel Biasca posso coniugare al meglio lavoro e calcio. Certo, i sacrifici sono tanti… Ivan si ferma, probabilmente nella mente sta facendo un rapido bilancio, sottrazioni e addizioni, ma poi siamo sicuri che sorride nel telefono, perché senza esitazione prosegue e ma ne è valsa la pensa, sono contento di averli fatti. I più duri sono stati quando ero giovane, i miei amici uscivano e io dovevo stare a casa. Il giorno prima di una partita non faccio mai nulla di particolare, cerco solo di riposarmi. Vedere un calciatore in campo pare ai profani banale, ma in quell’ora e mezza di emozioni di cui i tifosi godono sta un concentrato di sudore, talento, sacrificio, l’improvvisazione è solo una componente in più per far saltare la retroguardia avversaria. Sudore, talento, sacrificio, e non solo negli allenamenti, è uno stile di vita, è la determinazione all’inseguimento di un sogno. Difficile però seguire questa strada, limare e modificare le abitudini per non lasciarsi sfilare la possibilità di diventare qualcuno nel mondo dorato del pallone. Cosa consiglia Ivan Burla ai giovani che desiderano provarci? Di crederci sempre e di avere fiducia. Non bisogna mai lasciarsi andare, con l’impegno si possono raggiungere i propri obiettivi. I chilometri che mancano a Zugo sono diminuiti, la voglia di giocare sta salendo, la partita si avvicina. Non si può che chiudere con un in bocca al lupo… anzi, a proposito, chi è l’ultima persona che di solito senti quando sei sul bus? Mia moglie Katia, con lei e con il mio collega e grande amico Adriano mi confido. Di nuovo in bocca al lupo dunque. Poche ore dopo sarà proprio Ivan ad aprire le marcature nel bel 5-2 con cui il Biasca vincerà, e forse forse questa intervista un po’strana, nata in mezzo all’autostrada, ha portato fortuna… Però prima non lo sapevamo di certo… il pallone è rotondo ma non è una sfera di cristallo, il futuro non ce lo sa dire, si può solo aspettarlo e sognarlo. Questo è il bello del calcio, e della vita in generale. per questo sa che tante volte una parata vale come un gol, o anche di più.

 
Last update: 04.09.2010, 07:45

Prossima partita:
Martedì, 07.09.2010, 20:00
GC Biaschesi
-
SC Cham

Palloni della partita offerti da:

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ELETTROBIASCA 2 SA, impianti elettrici e telefonici

LAUBE SA, un tetto è tutto

PSquadra

Part.

Pti.

01Eschen/Mauren412
02SC Brühl410
03FC Tuggen48
04FC Luzern U-2148
05FC Baden47
06SC Cham46
07FC Lugano U-2146
08SC YF Juventus44
09Mendrisio-Stabio44
10GC Biaschesi44
11Rapperswil-Jona43
12FC Gossau43
13Winterthur U-2143
14Zug 9442
15St. Gallen U-2142
16SC Buochs 40

Classifica integrale

Il nostro fedelissimo speaker
Luigi Bizzini

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