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DAL 30.08.-12.09.2010


 



 

Pausa pranzo, spazio ideale per un’intervista, archiviata la mattinata e pronti per il pomeriggio e l’allenamento della sera. Oggi pranzo tranquillo, tortiglioni al pomodoro, amo la pasta. Ancora poco, e tornerà al lavoro, una professione di cui lui parla con naturalezza, ma che fa intuire uno spessore umano non comune. Lavoro a stretto contatto con bambini autistici o handicappati, tramite la Croce Rossa. Sono sempre in giro con loro, è una possibilità che mi è stata proposta due anni fa e ho accettato. Certo, all’inizio non è stato facile, so che tanti non lo farebbero, poi ci si abitua a loro, devo dire che ad alcuni mi sono anche affezionato. Già, ci vuole un grande cuore, e Christian, che si definisce però permaloso e amante di una via di mezzo fra l’ordine e il disordine, lo dimostra anche allenando gli allievi B del Biasca. Sono due allenamenti alla settimana, più la partita al sabato mattina. Per ora mi piace, non so se un domani farò l’allenatore. Certo, questo unito al calcio e al lavoro fa sì che si abbia poco tempo per uscire con gli amici, come amo fare, sia con amici del calcio, Ghiani e Loiero in particolare, che con altri. Come molti calciatori, Lamanna adora lo sport in generale. Soprattutto quando siamo fermi faccio palestra, tennis, un po’di tutto.
Christian Lamanna, biaschese doc, gioca da anni nel Biasca, del Biasca e di Biasca conosce tutto, e spazia dal passato al presente con un occhio nel futuro, dalla squadra ai tifosi. Oltre alla pasta, da digerire c’è anche una sconfitta pesante, immeritata, quella con l’Eschen Mauren, maturata proprio nella serata in cui il Milan per cui tifa trionfava a Madrid. Christian inizia a snocciolare dati a memoria e non c’è neppure bisogno di cercare il taccuino per non sbagliare con le cifre.
Fuori casa abbiamo fatto molto bene, ne abbiamo vinte tre su cinque trasferte, uno score mica male. È in casa che fatichiamo, con una sola vittoria contro l’Emmenbrücke e un pareggio col Mendrisio. Io sono dell’idea che in casa devi sempre vincere o almeno pareggiare e che poi in trasferta te la vai a giocare con tutti. Le partite casalinghe sono un po’ il nostro punto debole quest’anno. Ci manca la continuità, non vedo squadre in grado di distruggere le altre, semplicemente hanno più continuità. Certo che quella con l’Eschen era una bella chance… C’è rammarico nella sua voce, oltretutto era stato suo il gol regolare annullato. Era partito dalla panchina, Christian, e in questa stagione non è la prima volta che viene alternato con Locatelli. Stare in panchina non fa mai piacere a nessuno, è ovvio, però posso essere contento, in questo inizio di stagione non sono stato titolare solo due volte, e in entrambi i casi sono subentrato per infortunio di un compagno, prima Burla poi Selotto, bisogna sempre essere concentrati. Il mister sceglie ogni volta in base al tipo di partita. Lo scorso anno segnai tanto, 15 reti, ora gioco più lontano dalla porta, ma va bene, basta giocare. Nonostante i tanti gol realizzati, Lamanna ricorda la stagione passata come il momento peggiore da quando milita nel Biasca. È stata un’annata di transizione, siccome avevamo cambiato il mister e parecchi giocatori. Poi Gigantelli è andato via a dicembre ed è arrivato Rossini, siamo stati perseguitati dagli infortuni, addirittura a metà stagione dovevamo schierare 4 o 5 giocatori provenienti dagli allievi. Per fortuna che alla fine ci siamo salvati, è stata dura. Dagli allievi è partito, come ogni bimbo che comincia a giocare a calcio, anche lui, con tanta voglia di divertirsi e di arrivare chissà dove. Il destino, già, proprio quello che non si sa mai dove ti porta, ha deciso che i suoi confini dovevano restare in Ticino. Anzi no, dopo le giovanili a Bellinzona e due anni e mezzo in prima squadra, una possibilità c’era stata, la chiamata era giunta da L’Aquila. In pratica lì mi sono solo allenato, poco prima che firmassi il contratto la società, che a quei tempi era in C1, è fallita, e sono tornato a Biasca. Non era destino, evidentemente. Il fato lo ha voluto qui, dove è nato e dove vive la sua famiglia, lo ha fatto diventare punto di riferimento e punto fermo per la gente. Spesso, soprattutto a inizio stagione, mi fermano per chiedermi dei nuovi arrivati, delle partenze, di quanto è forte un giocatore piuttosto che un altro. Se sono più amato dei compagni che vengono da fuori, beh, lo dovresti chiedere ai tifosi. Probabile però che quando ci sono tanti giovani del luogo, con un progetto come quello di mister Raineri quest’anno, la gente sia invogliata a venire, perché conosce uno oppure l’altro che gioca. Già, la gente, forse un tasto dolente delle partite casalinghe di questa squadra. Lamanna non vuole nascondersi, e ne parla con la schiettezza di chi perora una causa che sente. Purtroppo sia che si vinca sia che si perda, le presenze sono più o meno quelle. I soliti fedelissimi cuore biaschesi, nel bene e nel male. Il fatto che ci siano Bellinzona e Locarno in categorie superiori penso c’entri relativamente, è chi abita a Biasca che non viene allo stadio. Un perché forse lo ha anche trovato. Direi che lo stadio è un po’ scomodo, sia come ubicazione che com’è fatto, per esempio non c’è una tribuna coperta. Purtroppo spesse volte andiamo a giocare in Svizzera Interna e c’è più pubblico.
Eppure questo Biasca di emozioni ne sa suscitare, come dice Christian magari pecca di continuità ma proprio per questo è imprevedibile, con il colpo di scena sempre pronto, la parola fine scritta solo al novantacinquesimo. Emozioni nell’oggi, nel sognare un domani da protagonisti, e anche nello ieri, quando il grande sogno è stato solo sfiorato. Lamanna c’era, il primo anno con Morandi non riuscimmo ad arrivare alle finali, la seconda volta sì, e fu un obiettivo non raggiunto per caso ma voluto dalla società. Io credo che ci fosse, se fossimo saliti, anche un progetto alle spalle, non so se avremmo potuto giocare qui a Biasca oppure se ci fosse toccato andare a Bellinzona. Qualcosa però andò storto. Dopo la matematica qualificazione a tre giornata dalla fine contro il Kreuzlingen, giocammo per la promozione. Purtroppo nelle finali perdemmo 1-0 e 5-2 con lo Stade Nyonnais che salì. Peccato, perché Biasca per me è pronta per la Challenge League, in fondo ci giocano realtà che non sono molto diverse dalla nostra anche come pubblico, vedi il Le Mont, che ha gli stessi tifosi che andavano al campo in Prima Lega. Anche per quest’anno Christian è sicuro che risultati importanti arriveranno. Non so se possiamo arrivare alla finali, ma ritengo che nei primi sei possiamo entrare.
Allora non resta che accorrere in massa al Vallone, con la passione che supera qualche piccolo inconveniente, con la voglia di creare quell’atmosfera che rende in calci qualcosa di magico. Giocare è bello, se applauditi e sostenuti lo è di più, sognare è fantastico, se lo si fa in tanti ogni sogno diventa possibile. Venite, il Biasca non vi deluderà.

 
Last update: 04.09.2010, 07:45

Prossima partita:
Martedì, 07.09.2010, 20:00
GC Biaschesi
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SC Cham

Palloni della partita offerti da:

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PSquadra

Part.

Pti.

01Eschen/Mauren412
02SC Brühl410
03FC Tuggen48
04FC Luzern U-2148
05FC Baden47
06SC Cham46
07FC Lugano U-2146
08SC YF Juventus44
09Mendrisio-Stabio44
10GC Biaschesi44
11Rapperswil-Jona43
12FC Gossau43
13Winterthur U-2143
14Zug 9442
15St. Gallen U-2142
16SC Buochs 40

Classifica integrale

Il nostro fedelissimo speaker
Luigi Bizzini

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