Dopo qualche squillo, dammi un attimo che esco dal negozio. Andrea Locatelli, nel giorno libero dal lavoro, ma ugualmente pieno da scoppiare di cose da fare, non si sa come il tempo possa bastare. Ero a fare shopping, mi piace, senza spese pazze, intendiamoci, ma amo curare la mia persona. Poi mi piacciono tutti gli sport, dal tennis allo sci, le cose semplici, meno i locali tanto affollati, anche se ci vado.. Mare o montagna? Tutti e due, adoro stare nella natura. A proposito, sai qual è un mio sogno? Il primo ovviamente è diventare un calciatore. Il calcio per me è sempre prima di tutto, quello per cui lotto. A scuola qualche ammonizione per le assenze l’ho presa, ma i sacrifici non mi sono mai pesati, il giorno prima della partita per principio non esco di casa, mi guardo un film col mio migliore amico o con la mia ragazza. E il sogno extracalcistico di cui parlavi? Fare un viaggio in Polinesia, me lo immagino il paradiso, fra natura e mare, un luogo quasi irreale. Poi mi piacerebbe aprire un negozio di abbigliamento col mio amico Dino. Nel campo già ha trovato un impiego, alla Grossi Sport di Bellinzona, ho un capo con cui ho un ottimo rapporto umano, capisce la mia situazione calcistica, mi lascia finire prima per gli allenamenti e prendermi i permessi per le partite. Col calcio però ci azzecca poco, è un ex giocatore di hockey! Intanto dopo aver fatto le commerciali studio per il secondo diploma, quello di venditore, anche se il tempo per studiare è davvero poco. Andrea ha vent’anni, ma le idee chiare, il pallone nel cuore e nella mente, una carriera partita presto, col botto. Ho iniziato la scuola calcio nel Lugano, poi quando avevo sette anni i miei hanno divorziato e sono andato a vivere con mia mamma a Bellinzona, quindi ho giocato nel Daro per tre anni e dopo ho fatto tutte le giovanili granata.La famiglia è uno dei punti fissi nella sua vita. Alla fine credo sia tra i più importanti, io poi ho anche la fortuna di avere tre amici di quelli veri. Mio papà ha giocato in Serie A col Lugano e anche nel Locarno, è una passione quindi che ho avuto sin da piccolo. Lui è sempre venuto a vedermi, sapere che c’è mi dà tranquillità, e mi dà i consigli tecnici, la mamma è invece quella con cui mi confido. Ho anche una sorella che studia all’università a Basilea, sono felice di avere un buon rapporto con loro. A questo punto arriva il Team Ticino, arriva il Bellinzona, arrivano i primi gol. Locatelli con le parole rivive la sua storia sui campi, i giorni dei grandi voli a occhi aperti. Nel Team Ticino ho fatto due anni splendidi, ricordo grande voglia di allenarsi, di arrivare in alto, c’erano giocatori di qualità e un allenatore bravissimo come Livio Bordoli. Arrivammo in finale al torneo giovanile di Bellinzona, segnai io il momentaneo pareggio. C’è un video in cui Idrizi, che era nella squadra e che è un mio attuale compagno, mi salta addosso per la gioia. Esordii anche nella prima squadra del Bellinzona, a sedici anni, contro il Locarno, sullo 0-0 verso la fine, dopo 30 secondi mi buttarono giù in area e ci diedero un rigore, segnato, poi feci l’assist del 2-0. Il ricordo più bello è la doppietta col Wohlen, ma anche il gol col Lugano. Gol, maglie da titolare, fama, il cuore che va a mille e i piedi che faticano a restare a terra. In certi momenti si va su e in certi giù, quello era un momento su per me, col senno di poi potevo sfruttarlo meglio. Sognavo ad occhi aperti, tanto più che io e Kevin Pollini potevamo andare nel Basilea Under 21, avevamo già visitato le stanze, deciso che scuole seguire, poi qualcosa è andato storto, lui è andato a Locarno e io sono finito ai margini della squadra. È con grande lucidità che Andrea analizza e ricorda quei periodi, non serve neppure fargli le domande perché lui anticipa le risposte. Quello sarebbe stato probabilmente il clic della mia carriera, in Svizzera Interna fanno contratti lunghi ai giovani e permettono loro di fare esperienza in prima squadra, in Ticino molto meno, come faccio a dimostrare di meritare la prima squadra se non mi fanno provare? Comunque, giocavo poco sempre subentrando dalla panchina, mi allenavo male. Per rilanciarsi, Locatelli, che si ispira a Del Piero ma che ha fatto di un ex compagno, Taljevic, un idolo (anche se stavamo nella stessa squadra gli ho chiesto la maglia, come se fossi uno di fuori) è andato in prestito al Chiasso. Il Bellinzona mi dava tanta pressione, dovevo dimostrare a tutti i costi, ma secondo me era troppo presto. I primi tempi ho giocato parecchio, anche se meno delle mie possibilità, e a gennaio sono andato via. In ogni caso quella in rossoblu è stata un’esperienza positiva, mi sono fatto della amicizie che continuano ancora adesso, per esempio con Cattelan. Qui il destino poteva incrociare le strade sue e del Biasca. Sì, a gennaio ho avuto la possibilità di venire a Biasca o di andare a Mendrisio, ma ho scelto il Rivera, volevo andare in una squadra dove giocare sapendo che il posto era mio, con la testa libera. Il livello era basso però ho fatto la differenza e tanti gol, anche se non sono bastati per salvarsi.Con sei mesi di ritardo, al Biasca è arrivato per davvero, e ne è entusiasta. In estate aspettavo la chiamata del Bellinzona. Volevo mettermi in gioco, ho provato in Svizzera Interna, poi mi ha chiamato Raineri. Il mister mi tratta come un figlio, ha una grande fiducia in me, dal livello umano davvero mi apre il cuore, anche se magari non lo fa vedere. Mi trovo benissimo anche con i compagni, molti li conoscevo già, Gobba, Tino e Zaccarelli da Chiasso, Idrizi, Loiero, Marchesano, Borga, Cinquini, non facevo un salto nel buio. Sapevo che Burla e Batlak erano forti, mi ha colpito Idrizi, lo conoscevo come persona e non credevo fosse così bravo, è sottovalutato perché non ha fatto il settore giovanile in una squadra importante, però è davvero forte. Il Biasca, una squadra di giovani promesse, a volte talmente giovani che Andrea si ritrova ad essere uno dei “vecchi”. In certe fasi della partita è difficile essere tutti così giovani, talvolta io devo prendere per mano i miei compagni ed è una cosa che fa crescere molto, altre volte per fortuna i più esperti guidano noi. Credo che sia la nostra bassa età media la causa della poca continuità, la qualità c’è ma facciamo fatica ad uscire dalle difficoltà, dovremmo entrare in campo sempre convinti e con la stessa mentalità. Comunque sono sicuro che il mister, che ci mette tantissima passione, proverà fino alla fine a portarci in alto. A proposito di allenatori, nel ripercorrere la sua carriera Locatelli ha speso parole per tutti coloro che l’hanno avuto. Facciamo un riepilogo? Dal punto di vista umano i più importanti sono stati Baldo, prima di lui Gigantelli, nelle giovanili del Bellinzona, Bordoli, che vorrei riavere prima o poi. Calcisticamente invece Petkovic mi ha dato tantissimo, mi ha fatto fare il salto di qualità mentalmente, mi ha trasmesso la disciplina. Anche da Dellacasa ho imparato. Ma come deve essere il mister ideale? Andrea non ha dubbi, deve trattare tutti allo stesso modo, in una squadra nessuno deve stare su un piedestallo, e poi deve fare le scelte giuste per la squadra. È ovvio che ciascuno vorrebbe sempre giocare, io quest’anno nel mio ruolo mi sto alternando con Lamanna, un bravissimo ragazzo, mi va benissimo se questa alternanza continua fino alla fine. Raineri gli ha cucito addosso un ruolo un po’ diverso. Già, esterno di centrocampo, sono felicissimo di questa posizione perché mi permette di sfruttare l’uno contro uno e il dribbling, le mie doti migliori, e ho anche l’occasione di fare qualche gol. Peccato che ora ho uno stiramento alla coscia, devo fare fisioterapia e corsa differenziata, ma spero di rientrare presto. Ha fretta, Locatelli, perché ha solo vent’anni, ha già vissuto emozioni calcistiche che tanti coetanei neppure con la Playsation hanno provato, ma si sa che la fame vien mangiando. Fino a giugno ho il contratto col Bellinzona, vorrei che quest’estate mi dessero la possibilità di provare a dimostrare di poter restare. I sogni passano per un Biasca da portare in alto, per far vedere che le premesse non erano segnali di fumo ma lampi di gran qualità. La sfida è lanciata. |