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DAL 30.08.-12.09.2010


 



 

Prima di cominciare la chiacchierata di Valerio Mastrelli si sapeva sicuramente una cosa: è un attaccante con un gran fiuto del gol, e lo ha già fatto vedere. Basta sentirlo parlare per scoprire da dove viene, e lui lo sa e ci ride su, si sente che sono romano, vero? Beh, sono via da tanto tempo, ma l’accento mi è rimasto. Di solito piace!  Parla della famiglia che abita a cinque minuti dal mare, dei chilometri percorsi giorno dopo giorno con il padre, un passato anche per lui da giocatore, per gli allenamenti, quando ancora era un bambino. Mio papà mi ha dato tanti consigli, però non mi ha mai detto di non passare la palla ad uno o all’altro. Non ha fatto tanto per me, tantissimo. La famiglia e la mia ragazza sono fondamentali per aiutarmi a mantenere un equilibrio che mi permetta di esprimermi al meglio.
Valerio a 14 anni ha iniziato a girare per inseguire il suo sogno chiamato pallone. Andando via così giovani ci si deve adattare, ho imparato per esempio a cucinare bene, cucino sempre io nell’appartamento dove vivo con alcuni compagni, è uno dei miei hobby, assieme alla musica, alle moto e ovviamente al calcio. Quello non era neppure da dire, no?  No, era scontato. Valerio il calcio ce l’ha nel sangue, da sempre. Ho finito il liceo scientifico, qualche agevolazione l’ho avuta dato che giocavo, in altri casi però sono stato sfavorito perché mancavo alle verifiche, comunque mi è bastato finirlo, quello che più mi importava era vincere la domenica. Magari un domani riprenderò a studiare, avevo iniziato architettura ma non riuscivo a conciliare, mi intriga anche biologia marina. Ma adesso penso al calcio. Cosa si diceva?
Classe 1988 eppure ha già girato in lungo e in largo. Mastrelli con naturalezza sciorina le tappe di una carriera che non è che agli inizi ma che ha già conosciuto tappe prestigiose: settore giovanile dell’Arezzo, poi quello dell’Inter, due anni e mezzo al Siena con allenamenti e qualche apparizione in Coppa Italia con la prima squadra, Guidonia in Serie B. E l’Australia. Sì, sul serio l’Australia, anche se solo per un assaggino.
È una terra bellissima, sono stato là dieci giorni in prova quest’estate in una squadra che avrebbe giocato l’equivalente asiatico della Champions League, alla fine non ci siamo messi d’accordo, ora sono contento che sia andata così. È un calcio diverso dal nostro, non mi ha entusiasmato, anche se c’è un gran pubblico, ad un’amichevole c’erano 5000 persone. In Svizzera, è il Locarno a notarlo, lo manda a giocare a Losone, e Valerio si allena la mattina con i bianchi e il pomeriggio con la sua squadra. La prima metà della stagione in corso l’ho passata a Goldau. È stata una bella esperienza, anche se c’era il problema della lingua. In campo bene o male ci si capisce, fuori è più difficile. Ho imparato qualche parola di tedesco, per fortuna però me la cavo bene con l’inglese. Complici diversi fattori inizia uno di quei periodi che a definirli neri non è un eufemismo. Un paio di mesi fa non credevo più in me, ero spento e demotivato. Ora tutto è cambiato grazie alla positività che si intuisce nel suo carattere, e all’arrivo al Biasca: Valerio si definisce contento e sereno, e con una maturità maggiore dei suoi poco più di 20 anni dice che quando tutto va bene in fondo è scontato, quando è difficile c’è più gusto, come uscire dai periodacci con le tue sole forze e dimostrare di farcela. Ho ritrovato fiducia e voglia di allenarmi e giocare, mi diverto di nuovo. Il gruppo, l’allenatore, tutte le persone che stanno attorno alla squadra mi hanno fatto rinascere. Gli piacciono le sfide, e questa di Biasca lo era sicuramente, compagni nuovi, gruppo già formato, eredità di Batlak da raccogliere. Nulla di tutto ciò ha spaventato però Mastrelli. Conoscevo già alcuni compagni con cui avevo fatto la preparazione a Locarno. Nel gruppo mi trovo benissimo, mi hanno accolto alla grande. Certo, è difficile entrare in un gruppo nuovo, se non ti inserisci subito è difficile farcela dopo, mi è già successo e non è piacevole. Ho dovuto ricominciare tutto da capo per giocare come vuole il mister. Batlak? Sicuramente siamo molto diversi, io sono più prima punta, poi il fatto che sia andato via mi ha favorito a livello di spazio.
Subito titolare, e non ha deluso. I gol sono arrivati, ed anche gli assist.  Per come gioco io sono felice anche di dare il passaggio decisivo ad un compagno. Cosa ho pensato dopo il primo gol? Vabbè… esita un momento, per non passare nella fascia da censura, e poi opta per un diplomatico aero contento, anche se il lampo negli occhi dice ben più. Come altri, Valerio ritiene che delle sue caratteristiche possa parlare meglio chi lo vede giocare. Difetti ne ho tanti, mi devono massacrare prima che do retta a qualcuno, e sono un po’ troppo egoista. Come pregi ho la velocità, l’istinto, lavoro il più possibile per la squadra. Ciò che colpisce è la mentalità di questo ragazzo, sa quello che vuole. Spiega di pensare ad una partita alla volta, e si capisce che non è una frase trita e ritrita tanto per dire qualcosa ma la verità. Gioco seguendo il mio istinto, e la traccia del mister. Entro sempre con l’idea di fare bene con quello che ho, poi se va male, penso immediatamente a fare meglio la gara dopo. Un’idea vincente da applicare anche al Biasca, quel Biasca che dopo una prima parte di campionato altalenante pare aver trovato continuità. Quando si è in un periodo un po’ no fai una vittoria per il morale conta come se ne avessi fatte quattro. Credo che ritrovare il morale sia stato determinante, assieme al mister. Come per tanti prima di lui, tutti si può dire, il centro di questo progetto, di questi successi, è Baldo Raineri. Sebbene sia migliore di altri che stanno a livelli più alti, ciò che mi piace di più in lui è il lato umano, il suo essere schietto e dire le cose in modo diretto. Sappiamo che tutto ciò che ci dice è per il nostro bene, è importante che un allenatore sappia capire che cosa c’è nella testa dei giocatori, cioè di 20 persone diverse. È ancora più fondamentale se si tratta di una squadra di giovani come la nostra, quelli esperti sanno già meglio come affrontare l’approccio alle partite.
Di giovani ne ha visti tanti, soprattutto quelli che si sono bruciati. Spesso non avevano voglia di impegnarsi, di fare sacrifici. Io li ho sempre fatti, anche se alla fine si fanno volentieri, e gli amici sono sempre riuscito a vederli. Magari certo non vado in discoteca al sabato se domenica gioco, ma non importa. Conta che lui fra quelli che erano bravi ma la testa non l’avevano non ci è finito, anzi. Fa parte della categoria di coloro che hanno talento, voglia, un avvenire tutto da scrivere. Affaires à suivre, dunque.

 
Last update: 04.09.2010, 07:45

Prossima partita:
Martedì, 07.09.2010, 20:00
GC Biaschesi
-
SC Cham

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PSquadra

Part.

Pti.

01Eschen/Mauren412
02SC Brühl410
03FC Tuggen48
04FC Luzern U-2148
05FC Baden47
06SC Cham46
07FC Lugano U-2146
08SC YF Juventus44
09Mendrisio-Stabio44
10GC Biaschesi44
11Rapperswil-Jona43
12FC Gossau43
13Winterthur U-2143
14Zug 9442
15St. Gallen U-2142
16SC Buochs 40

Classifica integrale

Il nostro fedelissimo speaker
Luigi Bizzini

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