HOME
SOCIETA'
SPONSORS
PRIMA SQUADRA
CAMPO SPORTIVO
CAMPIONATO
TESSERE
LINKS
SHOP
ARCHIVIO

ORDINAZIONE TESSERE

PROGRAMMA SETTIMANALE
DAL 30.08.-12.09.2010


 



 

Mi piaceva anche giocare in attacco, però ero un bambino un po’ matto, continuavo a saltare di qua e di là, e per questo l’allenatore mi ha messo in porta. Così Miodrag Mitrovic è diventato un portiere. Aveva sei anni, uno dei tanti bambini che si iscrivevano alla scuola calcio del Bellinzona. La passione me l’ha trasmessa mio zio, anche lui giocava. Ho fatto tutte le categorie giovanili a Bellinzona, poi sono passato al Team Ticino. Tanti bambini cominciano, due calci al pallone tanto per divertirsi e scaricare un po’ la tensione di una giornata a scuola. Tanti si perdono, cambiano strada, molti vorrebbero continuare ma non ce la fanno. Lui è arrivato fra i migliori giovani del cantone, e scusate se è poco. Poi il Bellinzona l’ha richiamato, sei mesi addirittura in prima squadra in Serie B, di nuovo un anno nel Team Ticino con Morandi, infine il trasferimento a Locarno. Ma la grande occasione arriva a gennaio. Il ds locarnese Gilardi mi ha parlato della possibilità di venire a Biasca. Mi diceva che avrei giocato di sicuro. Ho accettato, e sono felice della mia scelta, non è mai facile arrivare in un gruppo formato, eppure proprio il gruppo è ciò che mi ha colpito di più del Biasca, sono stato accolto benissimo. E subito si è trovato titolare, una porta da custodire, per la prima volta nella sua giovane carriera. Avevo sempre fatto il secondo. Sei il primo, giochi. Sei il secondo, stai in panchina e aspetti. Invece non è esattamente così.  Se sei il secondo portiere ti devi comportare come tale, aiutare il titolare. Io a Locarno l’ho fatto, Consoli lo fa qui con me. Certo, può esserci gelosia ma dipende dalla persona. Le dinamiche assomigliano a quelle della squadra, eppure sono diverse, particolari. I portieri sono un microcosmo a parte, si allenano spesso da soli. Si devono fare degli allenamenti specifici, anche la preparazione fisica è diversa. Non puoi per esempio fare dieci giri di campo come gli altri compagni, finiresti solo per perdere velocità nei tuffi. Meglio degli scatti. Un allenatore a parte, quasi solo per te.  Ero Ho un rapporto speciale col mister dei portieri, si parla di tante cose. Chi è il mio riferimento? Di sicuro avere un gruppo motivato, poi Driussi (preparatore dei portieri) mi dà sicurezza, mentre Raineri mi concede la fiducia facendomi giocare. Se ho un problema generalmente lo tengo per me, provo a risolverlo da solo, se proprio non ci riesco ne parlo con i compagni, sono fatto così.  Lo si diceva, quello dei portieri è un mondo a sé. Alla faccia di chi pensa che sia un ruolo come tutti gli altri. Sì, in effetti è speciale, ammette Miodrag, hai più responsabilità, perché dietro di te c’è la porta. Sarà pure un luogo comune, ma così è. Tenere la propria porta inviolata è uno stimolo in più, una bella soddisfazione quando succede. Poi devi lavorare soprattutto sul mentale, un altro giocatore può riuscire comunque a fare una buona gara, un portiere se non è concentrato finisce per commettere qualche errore.
Mitrovic però ne ha fatti pochi, anche se è giovane, giovanissimo, classe 1991, in un ruolo dove di solito si gioca più a lungo. Prova che l’esperienza conta, ma che se sei bravo puoi anche farne a meno. Ci vuole carattere, quello sì. Tocca a te telecomandare il reparto difensivo, e devi farti rispettare. Importantissimo è che la difesa ti dia sicurezza, tu devi saper dare le indicazioni giuste, altrimenti anche i difensori sbagliano. Con i miei compagni qui a Biasca funziona, di solito mi limito a dire se c’è l’uomo vicino, oppure di salire o di coprire. Serve vedere cosa succederà un momento prima, per anticipare le mosse degli avversari. Basta quel millesimo di secondo per buttarti dalla parte giusta, oppure da quella sbagliata. Parata o gol. quando poi ti ritrovi a dover cercare di salvare un rigore, il tutto si complica. Prima decidevo all’ultimo da che parte buttarmi, guardando l’attaccante, da un po’di tempo mi hanno insegnato che è meglio scegliere arbitrariamente un angolo quando l’arbitro fischia, e provarci: se tira da quella parte, al 99% la pari. Una volta deciso da che lato tuffarmi, non penso più a nulla, svuoto la mente. Certo che è una bella soddisfazione, anche perché non capita tutte le partite, dà una motivazione in più! Studiare gli avversari? Beh certo che se sai che la settimana prima è stato battuto un rigore in un certo modo è utile, però in Prima Lega ed anche in Challenge League è difficile avere questi dati. Credo che sia più l’împegno che ci vorrebbe a procurarseli che l’effettiva utilità. Scaramanzia? Sì, ci credo, però non ho riti particolari, mi faccio solo il segno della croce quando entro in campo, sia all’inizio sia a metà tempo.
La stagione è ormai terminata ma gli impegni non accennano a diminuire.  Al momento non so ancora nulla del futuro anche perché mi sto concentrando soprattutto sugli esami che avrò a giugno, quelli per il diploma di piastrellista. A dire il vero, sarei voluto entrare nella scuola per sportivi d’élite, purtroppo non ce l’ho fatta.  Ma sempre per restare in tema, per una porta che si chiude si apre un portone. Ho iniziato a lavorare come meccanico, mi sono accorto che non mi piaceva, e allora ho optato per la mia professione attuale. Lavoro per una ditta che sino a gennaio aveva una filiale a Bellinzona, ora sono alla sede centrale di Lugano. Dal punto di vista logistico è meglio così, riesco anche a tornare a casa a riposarmi un po’ prima di andare ad allenarmi. Ovviamente torno tardi e non riesco sempre a studiare, mi impegno soprattutto nel week end.  Detto così sembra semplice, eppure non lo è. È una vita sempre di corsa. Miodrag la prende con filosofia, col tempo ci si abitua, è dura però si può fare tutto, anche a stare con gli amici e con la ragazza. Il rimpianto maggiore sono le vacanze, ormai da quattro anni non posso andare via, magari gli amici vanno al mare e io resto qui.
Mille inconvenienti che per un comune mortale sarebbero insormontabili, non certo per un portiere. Un portiere, si sa, intuisce le cose un secondo prima. A questo punto, in fondo, è solo questione di buttarsi dalla parte giusta.

 
Last update: 04.09.2010, 07:45

Prossima partita:
Martedì, 07.09.2010, 20:00
GC Biaschesi
-
SC Cham

Palloni della partita offerti da:

Ecotechplus, sistemi per la raccolta differenziata

ELETTROBIASCA 2 SA, impianti elettrici e telefonici

LAUBE SA, un tetto è tutto

PSquadra

Part.

Pti.

01Eschen/Mauren412
02SC Brühl410
03FC Tuggen48
04FC Luzern U-2148
05FC Baden47
06SC Cham46
07FC Lugano U-2146
08SC YF Juventus44
09Mendrisio-Stabio44
10GC Biaschesi44
11Rapperswil-Jona43
12FC Gossau43
13Winterthur U-2143
14Zug 9442
15St. Gallen U-2142
16SC Buochs 40

Classifica integrale

Il nostro fedelissimo speaker
Luigi Bizzini

© GC Biaschesi - E-Mail:webmaster@gcbiaschesi.ch - Powered by www.sonnenstube.ch